Intervista a Gabriele Ghio, l’uomo che vive su un albero

La felicità è qualcosa che devi andare a scoprire, o a conquistareGabriele Ghio

Così conclude la sua intervista Gabriele, un ragazzo-uomo semplice, ma straordinario. Come in tutte le storie dove il protagonista si rivela essere speciale proprio nella sua semplicità, Gabriele lo fa spontaneamente, con parole che disarmano, che consolano, parole in cui tutti siamo in grado di rispecchiarci e ritrovarci.

Siamo voluti partire dalla fine, da una delle frasi che più crediamo possa racchiudere il contenuto di questa storia, per aiutare voi, lettori di poetiestinti.com, a immergervi totalmente in quella che noi riteniamo essere una testimonianza viva e forte, di un’anima speciale che ha tanto da raccontarci.

Buona lettura!

poetiestinti.com: Chi è Gabriele? Sa già cosa vuole fare “da grande”?

Gabriele Ghio

Gabriele Ghio: Buongiorno a tutti e alla redazione! Gabriele è un grande ed eterno sognatore: io amo i sogni e soprattutto viverli e realizzarli. Spesso sono un po’ nascosti nel cassetto, quel cassetto che spesso nessuno apre. Io nel mio comodino, nel mio cassetto, di sogni ne ho diversi, e ogni giorno cerco di tirarne fuori uno, lavorarci e arrivare al sogno, per renderlo concreto. Per me è un cibo, un motore che mi porta avanti tutti i giorni (il sognare). I sogni sono legati allo scoprire, al bello, che vanno oltre i confini e i limiti. Stare in qualcosa che è già noto a me dà un po’ di scomodità, ho bisogno di andarmi a conquistare qualcosa, andare oltre. Le emozioni mi spingono ad andare al largo. Non so ancora cosa voglio fare da “grande”. Ho un lato bambino ancora acceso e ci tengo a mantenerlo; diventare adulto per me significa bloccare i sogni, stare fermo…invece i sogni sono legati al bambino. Tuttavia, si può essere maturi essendo anche bambini, continuando a giocare. Non ritengo di essere un “Peter Pan”, ma non voglio essere etichettato. Spesso mi definiscono scrittore e autore, ma io ho scritto solo un libro…e poi se ti etichetti nella vita, poi quel nome te lo devi portare, io invece voglio spaziare, cambiare, maturare, diventare altro, avere la libertà di essere chi sono e chi voglio…anche perché nella vita si cambia, si matura, si cerca qualcosa di nuovo. Comunque sono felice così, ecco, forse potrei etichettarmi come istruttore di guida sicura in pista, visto che una mia grande passione è quella dei motori. Tuttavia, per concludere, lascio agli altri la libertà di etichettarmi…magari aprirò un giorno la categoria “abitante sugli alberi”, visto che lo sto facendo adesso, vediamo!

poetiestinti.com: Che cosa si prova a vivere dentro una casa sull’albero? Come è maturata questa scelta?

La casetta sul ciliegio

Gabriele Ghio: Si provano tante emozioni, che sono appunto il mio motore. Le emozioni sono legate dal bambino all’adulto: affacciarmi al mattino dalla finestra e vedere gli scoiattoli, gli animali, la natura, percepire il cambiamento delle stagioni, ammirare un temporale…tutto ciò mi rende felice, e andare alla scoperta di una vita così, mi ha fatto scoprire una parte di me che prima non conoscevo: ne sentivo il profumo dentro di me che non era mai venuto fuori…ho chiuso il cerchio, sono arrivato, ho trovato il mio posto nel mondo. Quando sei in pace con la tua coscienza può capitare qualsiasi cosa, ma se sei nel posto giusto, sei felice, sei tranquillo…tutto ciò nasce da una “sberla della vita”. Io ero tutt’altra persona, prima: pensavo al lavoro, ad avere una famiglia, a prendere un mutuo…poi tiri la corda, corri, fai tante cose, la vita ti mette a dura prova…e poi arrivò un incidente a mettermi in ginocchio. Ero in un garage sotto terra (che poi se ci penso, è divertente: da che ho vissuto quell’esperienza in un garage due piani sotto terra, a che sto adesso a due metri da terra!) Comunque mi trovavo in questo garage a mettere apposto il mio fuoristrada dopo un viaggio in Marocco, purtroppo però i cric che sorreggevano l’auto si sono incrinati e io sono rimasto schiacciato. Tutto ciò che sono ora, nasce da lì: da un momento in cui ero sordo e non mi conoscevo…sono riuscito fortunatamente a cogliere questa difficoltà in opportunità…ringrazio questo incidente. Nasce tutto da lì, e da vari bivi nella vita. Infine, grazie ad un amico che aveva costruito questa casetta sull’albero con la moglie, il quale mi aveva invitato ad andare a starci, adesso mi trovo qui.

poetiestinti.com: Che cosa consiglieresti ad un giovane che vorrebbe fare, o vivere, un’esperienza del genere?

Gabriele Ghio: La prima cosa che consiglio è: sei sicuro che sia la tua? Se sei sicuro/a che è il tuo futuro? Lo sai nella tua testa, nel tuo cuore, nella tua pancia? Allora sei arrivato. Non ho grandi consigli, se non quello di fare questo, un passo alla volta. Se lo farai alla giusta velocità, la natura ti darà un grande supporto e una grande accoglienza. Fidati, lì tutto è possibile, nella natura troverai una grande opportunità, ti porterà dove vorrai, non esistono giudizi nella natura, dove tutto nasce. Trova coesione nella natura senza calpestarla troppo e ci troverai tutto, sarà perfetto. Quindi il mio consiglio è: vai, inizia, anche un passo alla volta, vedrai che arriverà tutto da sé.

poetiestinti.com: Hai anche pubblicato un libro a riguardo: puoi raccontarci che cosa scrivi all’interno di questo testo?

Il libro di Gabriele Ghio

Gabriele Ghio: All’interno del mio libro si parte dall’incidente, poi si passa la prima notte sulla casetta sull’albero, e poi, un capitolo dopo l’altro, parlo del cambio delle stagioni: attraverso le stagioni sono cambiato, ho ritrovato il mio essere. All’interno del libro non ci sono solo io: c’è la natura, gli animali, e tutte le persone nel mio percorso. Non amo mettere una lente d’ingrandimento solo su di me, perché io sono quello che la natura e le persone hanno tirato fuori: non si è soli, e io non sono andato lì per far l’eremita. Nel libro c’è questo, ma ci sono soprattutto gli occhi di una persona che vogliono trasportare il lettore nella natura ed emozionarsi. Vorrei che questa storia facesse da leva per innescare qualcosa in chi legge: se ce l’ha fatta un pirla come Gabriele ce la può fare anche lui/lei…vivere su un albero, mollare il lavoro, o inseguire i propri sogni. Spero che arrivi il messaggio che si può arrivare oltre i limiti, dove vi sono paesaggi sconfinati di bellezza. La paura vive solo nella nostra testa…se ascolti, riesci ad andare oltre. Spero il testo tocchi delle corde e regali possibilità di qualsiasi genere. Spesso i lettori mi ringraziano, proprio perché racconto, non solo di me, ma di un progetto molto interessante, che racconto verso la fine del libro, con la possibilità di legarsi alla mia esperienza, parlando di case sugli alberi nel mondo. Ti sei appassionato? Ti è piaciuto il libro? Bene, io sto per partire, vuoi venire? Ci vediamo nel bosco? Costruiamo una casa insieme? Per me questo libro è un legarmi, riuscire a stringermi a persone che vogliano affrontare o cambiare stile di vita…essere magari un portavoce per persone che vogliano vivere sull’albero, senza creare comunità, senza etichette né partiti, semplicemente andare alla scoperta di un altro tipo di vita per conoscere e conoscersi, parlare di questo tipo di cultura…ecco cosa troverete nel libro.

poetiestinti.com: Che cos’è per Gabriele la felicità?

Gabriele Ghio nella casetta sul ciliegio

Gabriele Ghio: Bellissima domanda! Per Gabriele la felicità è qualcosa di semplice, umile e povero: ha tanti colori e sfumature, è qualcosa che devi andare a scoprire o a riconquistare. Della felicità toccata una volta ne rimane il profumo o il ricordo. Muta e cambia, perchè noi ci evolviamo e cambiamo. Il nostro motore, il nostro primo obiettivo è essere felici. Cosa devo fare per essere felice? Devo accarezzare un gatto, devo costruire una casa sull’albero? Devo fare un viaggio, o costruire una famiglia? Ogni cosa ha la sua felicità, quindi ogni giorno dobbiamo andare a toccarla. Quando vedo qualcuno felice lo vedo, lo capisco e gli chiedo che cosa abbia portato felicità a lui, perché magari aiuta anche me. Se tutti fossimo felici il mondo sarebbe una figata. Tuttavia, anche nell’infelicità vi è una bellezza: vai giù, ti metti in moto e ti dai da fare per rilanciarti. Nell’infelicità c’è una bellezza che ti fa capire bene dove vuoi andare. La felicità è un argomento da discutere anche nelle scuole elementari, a mio parere. Se facciamo capire al bambino che la felicità è importante e che va ricercata, aiutiamo il bambino a ricercare il proprio percorso. Nella nostra cultura non si parla molto di felicità: noi crediamo di essere felici o che la felicità sia nel diventare qualcosa o qualcuno…ci sta, ma alla fine si può scoprire che magari è anche da tutt’altra parte. Non sempre siamo sicuri che la felicità sia quella che crediamo…inseguiamola allora…dove devo andare per essere felice? La felicità è un motore che ci porta avanti e ci spinge, sempre.

poetiestinti.com: Grazie Gabriele!

Gabriele Ghio: Grazie a voi!

Piaciuto l’articolo? Se vuoi supportare Gabriele e acquistare una copia del suo libro, puoi ordinarla a questo link: https://www.amazon.it/ciliegio-Lasciare-vivere-felici-illustrata/dp/8862409591/ref=sr_1_1?adgrpid=132412168245&gclid=Cj0KCQjwkruVBhCHARIsACVIiOxqugsfHm9FjaFFkPfTF_XgaeQicg5_0BoLJVw3L6V8ICSYOtv_lB4aAq5NEALw_wcB&hvadid=591583032168&hvdev=c&hvlocphy=1008649&hvnetw=g&hvqmt=e&hvrand=15187454567524632668&hvtargid=kwd-1638983068050&hydadcr=7698_2250824&keywords=la+mia+casa+sul+ciliegio&qid=1655665095&sr=8-1

Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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