Intervista al giornalista Gabriele Cruciata: “Per me è importante vivere il mio tempo”

Cari lettori di poetiestinti.com, come ormai sapete, sono tanti i temi che affrontiamo.

Oggi vogliamo parlare di giornalismo, con chi il giornalismo lo fa davvero tutti i giorni, in prima linea. Stiamo parlando di Gabriele Cruciata, un giovane uomo della generazione dei figli del vento.

Quella stessa generazione che ha avuto la grande fortuna di vivere dentro l’Europa Unita, senza confini, né culturali, né linguistici.

Un giornalista che testimonia attraverso i suoi occhi e la sua penna, un mondo che mai nel corso dei secoli si è trasformato velocemente come adesso, talvolta, in modo drastico. E quindi è un piacere intervistarlo qui oggi per voi. Buona lettura!

poetiestinti.com: “Gabriele Cruciata, giornalista. Ci parli brevemente di te?”

Gabriele: “Ciao! Sono nato a Roma nel 1994 e ci ho abitato fino al 2018, quando dopo essermi laureato in scienze politiche e aver lavorato come giornalista sono andato nei Paesi Bassi per un master in giornalismo. Mi sono appassionato al giornalismo quando ero un ragazzino all’inizio del liceo e da lì non ho mai smesso di interessarmi a questa professione. Oggi lavoro soprattutto su inchieste, reportage e giornalismo lento, cioè non notizie flash ma approfondimenti che spiegano cosa succede intorno a noi. Faccio molti podcast (uno si intitola Buco Nero , ha anche il vinto il Premio Roberto Morrione!). A parte per l’aspetto lavorativo, sono appassionato di trekking e di vino e adoro girare per piccoli borghi italiani alla ricerca di dialetti, tradizioni e scorci che non conosco.

poetiestinti.com: “La carriera come giornalista. Cosa ti ha spinto ad avviare questa professione?”

Gabriele: “La prima volta che ho capito l’importanza del giornalismo è stata quando da ragazzino mi venne spiegato chi fosse Ilaria Alpi, a cui era dedicata una scuola davanti a cui passavo spesso. Poi mi è capitato di leggere tanti libri di colleghi come Oriana Fallaci e Tiziano Terzani e ho capito che avrei voluto avere una vita avventurosa e interessante come la loro. Ho iniziato a capire che per me era importante “vivere il mio tempo”, cioè vivere davvero e capire fino in fondo gli eventi storici che avrei avuto la fortuna di vedere in prima persona, e fare il giornalista è il lavoro perfetto se hai questo desiderio”.

poetiestinti.com: “Che cosa ne pensi della situazione sociale italiana attuale?”

Gabriele: “Molto complessa. Penso che questa pandemia ci abbia dato una bella batosta e che oltre ai decessi ci sia stato un grande problema sociale. Ci sono molte fasce di popolazione ancora troppo deboli che non riusciamo ancora oggi ad aiutare abbastanza. E poi credo che sia emerso in modo molto forte quanto sottovalutiamo la salute mentale e la psicologia. Però voglio essere ottimista: penso che la pandemia sia un’ottima occasione per capire dov’è che abbiamo sbagliato, dov’è che siamo bravi e su cos’è che dobbiamo investire. Quindi spero davvero sia una di quelle situazioni in cui dal letame possono nascere i fiori, come cantava De Andrè”.

poetiestinti.com: “Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia intraprendere la professione di giornalista?”

Gabriele: “Il giornalismo è uno di quei lavori che prima di essere studiato va fatto. Studiarlo è sacrosanto, ma secondo me ha più senso studiarlo dopo aver accumulato un pochino di esperienza, altrimenti rischia di rimanere tutto molto teorico, mentre si tratta di un lavoro molto pratico, in cui bisogna essere bravissimi a risolvere problemi, sfide, imprevisti e a portare a casa il lavoro nonostante tutto. E poi prima si inizia meglio è: purtroppo guadagnare uno stipendio decente è possibile dopo solo un bel po’ di gavetta sottopagata, quindi prima si inizia meglio è (magari facendo la gavetta nello stesso periodo in cui si studia o si fa un altro lavoro, così da ottimizzare i tempi).E’ importante che chi inizia questo lavoro sappia che è difficile iniziare ed è ancora più difficile continuare, anche se non è impossibile. Quindi bisogna armarsi di tanta pazienza, tanta passione, tanta dedizione, tanta disponibilità a prendere porte in faccia senza prenderla troppo sul personale. Se ci si riesce, alla fine le soddisfazioni sono enormi”.

poetiestinti.com: “Ci racconti un aneddoto importante che ti è accaduto sul lavoro?”

Gabriele: “Questo lavoro è divertente e spesso ti mette in situazioni impreviste che sono sempre divertenti quando raccontate durante una cena tra amici. C’è un episodio però che non è stato affatto divertente, però mi ha aiutato molto. Una volta stavo lavorando insieme alla fotografa Marta Clinco ad un reportage sulla fragilissima condizione psicologica delle persone sopravvissute al terremoto del Centro Italia del 2016 e ci siamo trovati ad intervistare varie persone con esperienze tragiche. Una di queste mi raccontò il suo dramma personale e familiare e mi spiegò che si sentiva abbandonata dalle istituzioni. Alla fine dell’intervista mi abbracciò piangendo e ci disse “mi raccomando raccontate la nostra storia perché a noi ci hanno dimenticato tutti”, e fu uno di quei momenti in cui ebbi proprio davanti agli occhi il motivo per cui questo lavoro è così importante anzitutto per le persone comuni. In generale il giornalismo ti porta a parlare con tantissime persone di ogni estrazione sociale e posizione politica, e quindi ti aiuta a sospendere il giudizio sulle persone: non penso più che esistano buoni o cattivi, ma esistono solo persone che hanno preso scelte (giuste o sbagliate) per motivi che quasi mai è possibile conoscere fino in fondo”.

poetiestinti.com: “Se potessi descrivere il giornalismo italiano oggi in poche parole, come lo descriveresti?”

Gabriele: “Bloccato. C’è un grande attrito generazionale causato dal fatto che i giornalisti più grandi detengono posizioni di “potere” e “status” impensabili per chiunque sia di una generazione più giovane, e purtroppo questo crea un grande distacco tra chi preme per entrare e chi prova a non uscire. Oggi i giornalisti italiani sono quasi tutti freelance, e sarà sempre più spesso così. Significa che il lavoro è precario quasi per definizione e richiede una grande capacità di adattamento, di gestione delle finanze e di formazione costante per rimanere sempre sul pezzo”.

poetiestinti.com: “Progetti in corso?”

Gabriele: “Al momento mi sto concentrando molto sui podcast perché penso siano uno strumento ottimo per raccontare delle storie lunghe e approfondite senza annoiare il pubblico. Il podcast crea un rapporto intimo con il pubblico e ti porta ad esplorare un mondo fighissimo fatto di narrazione, di voci, di suggestioni, di illusioni acustiche. Insomma, una vera figata! Oltre a questo, ogni sabato sul mio Instagram curo una selezione di notizie della settimana davvero utili. Il progetto si chiama “Le news fanno rumore” e serve come filtro: anziché leggersi tutto quello che succede h24 senza capire niente, ogni settimana vi segnalo e spiego tre notizie, un podcast e una “chicca” che vale davvero la pena conoscere. Tutto su Instagram, quindi gratis”.

poetiestinti.com: “Progetti futuri?”

Gabriele: “Sicuramente continuare a lavorare nell’ambito del giornalismo lento d’inchiesta e di approfondimento, specie con i podcast. E poi chi lo sa… del resto sono sempre un freelance e quindi lasciarsi trasportare dagli eventi e dal caso fa sempre un po’ bene!”

poetiestinti.com: “Grazie Gabriele!”

Gabriele: “Grazie a voi!”

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Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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