Che cos’è la libertà?

Vi siete mai chiesti che cos’è? come la immaginate?

La libertà è una sensazione? è un pensiero, oppure un’azione? Che cosa identifica una persona libera? Il distacco da delle responsabilità che non ha più volontà di perseguire?

Ricordo che quando avevo 17 anni, in un periodo molto difficile della mia vita, dove tutto mi stava stretto e soprattutto avevo incominciato ad odiare i luoghi comuni e i tanti limiti e paletti che le persone del paesello in cui vivevo si ponevano: “Non puoi far questo perché vivi qui, le cose importanti le fanno gli altri, ecc.”

Presi un foglio e ci scrissi con dei pennarelli dei colori dell’arcobaleno:

“Ricordati che puoi sempre scegliere di essere libero”.

Quel foglio diventò una vera e propria ossessione! Lo guardavo sempre: dopo la scuola, a pomeriggio, alla sera dopo cena e prima di andare a dormire. Avevo fatto mia quella frase, me ne ero assolutamente convinto! Potevo sceglierlo, potevo essere libero!

Ed ecco che poco più di un anno dopo partii per le mie grandi avventure attraverso l’Europa, inseguendo quella libertà, ma rimanendone poi deluso, perchè ahimè, non riuscivo a trovarla in nessun luogo.

Capii con il tempo che la libertà è uno stato puramente mentale, un punto di vista che ha più a che fare con ciò che facciamo: se ci piace quel che facciamo, e nel mentre i pensieri sono sereni, allora vi è la libertà.

La libertà incomincia a mancare quando se ne parla, quando ci poniamo il dubbio della sua stessa esistenza. Il pensiero critico è comunque parte stessa di quella libertà, e quindi quando è che viene a mancare realmente?

Quando gli eventi esterni condizionano il nostro benessere psico-fisico.

Non è colpa di quegli eventi! Semplicemente permettiamo alle nostre emozioni di farci coinvolgere totalmente, senza riuscire a gestire il dolore, l’ansia, la paura. Ecco che tutto gli organi fanno quello che gli pare, in poche parole un macello!

Importante è realizzare, che noi non siamo quegli eventi, e che il dolore, la delusione, la sconfitta, sono sensazioni NOSTRE. Nessuno può percepire quello che percepiamo noi, né tantomeno potrebbe capire quello che stiamo provando, neanche se insistessimo nel far immedesimare l’altro.

Libertà, è permettere alla nostra essenza di non auto-infliggersi dolore quando qualcosa all’esterno cambia le carte in gioco, quando tutto si trasforma e pare andare a nostro sfavore.

Bisogna comprendere che il dolore è parte dell’esperienza della vita, come lo è la morte.

Non siamo forse condannati a morire? O non siamo forse benedetti a morire?

Tutto diventa relativo, in base alla propria esperienza personale, ma è opportuno e necessario non soffermarsi, non rassegnarsi a delle risposte relative, a delle risposte semplici e che ci paiono più razionali o più “comode”.

Non esiste un solo mondo, né soltanto una sola realtà.

Tu sai ciò che ascolti, ciò che vedi, ciò che senti, ma la tua conoscenza finisce là, dove termina anche il potere dei tuoi sensi.

Vi è una realtà parallela a questo mondo ed ogni notte ne facciamo esperienza: i sogni.

Cosa differenzia questa realtà da quella? Non senti anche lì gli odori e i sapori? Non provi paura anche lì? Non t’innamori anche lì? Sì.

I sogni sono già di per sé dei viaggi astrali, quella comunicazione con il nostro Io interiore che ci parla, ci manda dei messaggi e ci fa persino vivere delle esperienze che forse non vivremmo mai in questa dimensione, ecco perché non bisogna mai sottovalutarli né darne di poco conto. Tutte le notti, stai vivendo una vita parallela a questa e ci passi quasi gran parte della tua vita. Ecco che comprendendo la relatività del tutto, anche la libertà diventa un’illusione.

La libertà è la ricerca della serenità, della completezza con il nostro io e la consapevolezza di amare sé stessi. E se moltiplicassimo questa consapevolezza ed ognuno di noi la apprendesse veramente, allora nessuno toglierebbe qualcosa al prossimo suo, perché non ne avrebbe più bisogno. Se vuoi davvero essere libero, inizia per primo tu, a liberarti da ciò che tu reputi schiavitù.

Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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