Origami: L’arte orientale della meditazione

Il Kanji (ideogramma giapponese) di origami (折り紙) significa “piegare la carta” o “carta piegata” (ORU – Piegare, e KAMI “Carta”)

Kami significa anche “che sta in alto” o “che galleggia” ed è la parola che si usa per dire “Spirito” o “Divinità” (  )

  • La Fabbricazione

Per fabbricare la carta venivano utilizzate fibre vegetali miste a cotone e ad altre fibre macerate con l’acqua.

Queste tendevano a galleggiare, quindi a “stare in alto”…da qui probabilmente il collegamento con le divinità (come se la carta fosse un mezzo di comunicazione con gli spiriti).

Il processo di fabbricazione della carta, richiama anche un altro concetto della saggezza orientale: “L’unica costante del mondo è la sua trasformazione”.

Per fabbricare la carta di riso, le piante di riso vengono “strappate alla vita”, e dopo la lavorazione “rinascono a nuova vita”.

  • Brevi cenni storici

La carta venne esportata dalla Cina ed importata in Giappone all’incirca 1500 anni fa! Era molto preziosa, e all’inizio gli unici che ne potessero usufruire furono i monaci; proprio questi usarono gli origami per creare figure astratte, dal significato simbolico e rituale.

  • Periodo Heian (794-1185 d.c)

L’uso degli origami passò dai monaci all’aristocrazia civile, ed i modelli astratti si trasformarono in raffigurazione di animali.

La famosa “Gru” (TSURU 鶴 in giapponese) è appunto il simbolo dell’origami.

Secondo le leggende e la tradizione popolare, essa vive 1000 anni, ed infatti regalare la Gru è un augurio di lunga vita, prosperità, di pronta guarigione e la si ritrova spesso nei templi come offerta.

  • Periodo Muromachi (1333 – 1573)

Col declino dell’aristocrazia civile, vi fu l’ascesa dell’aristrocrazia militare e della classe dei leggendari “Samurai”, con la diffusione di nuove scuole (la più famosa è quella Zen) e all’epoca l’origami più usato divenne il “noshi” (decorazione di carta).Esso veniva consegnato insieme ad un dono, in segno di buon augurio o di congratulazioni per dei successi conseguiti.

Dall’aristocrazia, infine, passò alle classi popolari.

Con gli origami venivano realizzate custodie per piccoli oggetti, per conservare erbe officinali , per le offerte ai templi (questi pacchetti venivano riempiti di riso, sale, semi…).

In generale vi fu un’espansione popolare nell’arte dell’impacchettare le cose, denominata “Tsutsusumi” (letteralmente “pacco”, “regalo”, “dono”) ; la parola deriva da tre verbi giapponesi che significano “essere discreto” , “nascondere” e “avvolgere” .

  • Fine Periodo Edo (1605 – 1868) : La “contaminazione” tra Occidente ed Oriente

In Europa, i primi origamisti venivano considerati maghi o prestigiatori, in quanto fino ad allora nessuno aveva mai pensato di piegare la carta per ottenere delle figure.

Fu Fridriech Fröbel a introdurre “l’origami” ( dal tedesco ‘Papierfalten’: piegare la carta) in campo educativo per sviluppare creatività ed insegnare le regole di geometria, che si diffusero poi in tutto l’Occidente, arrivando sino in Giappone, dove la metodica fu applicata nell’educazione scolastica dei bambini.

Non tutti sanno infatti, che il termine “Origami” nasce proprio dal tedesco “Papierfalten”; infatti in passato, la tecnica di piegare la carta prima del 1800 veniva chiamata in altri modi (Orikata, Orisue, Orimono).

  • Origami e Zen

Un tempo nelle famiglie tradizionali giapponesi, ogni mamma trasmetteva direttamente alle figlie l’arte dell’origami per implementare la loro capacità d’osservazione, creatività, e per trasmettere loro, sin da piccole, il concetto di perenne trasformazione della materia (la trasformazione diventa così qualcosa di materiale, se insegnato in età puerile, perché è insito in tutte le cose).

L’Origami è quindi un’arte legata ai principi del ciclo vitale e dell’accettazione della morte come parte di un tutto. Il materiale infatti (la carta) deperisce con il passare del tempo.

Il foglio, indipendentemente dalla nostra volontà, “morirà”.

Tale è la rappresentazione dell’impermanenza, della fugacità della vita.

  • Origami come meditazione attiva (Esperienza Personale)

Al pari della cerimonia del tè, dell’ikebana, della calligrafia, del kendo, l’origami crea un’astrazione dal mondo, ed un’alterazione della percezione.

L’Origamido” (Piegare la carta con accezione spirituale-do è la” via” , ” il cammino spirituale”) .

L’Origami è un’esperienza: all’inizio ci si concentra più sulla gestualità, sui movimenti ancora imprecisi, sulla costruzione del modello e sul desiderio di finirlo nel minor tempo possibile (come se fosse una gara con noi stessi).

Col passare del tempo, l’esecuzione delle pieghe non necessiterà più uno sforzo mentale; diventerà tutto naturale, ed esisteranno solo l’attimo presente e una piacevole sensazione di leggerezza e di pace con il tutto.

“Osservalo mentre lo pieghi, e realizzerai che la realtà è solo apparenza” (il foglio si trasforma).

  • Curiosità (Non tutti sanno che…); Clamoroso esempio di applicazione dell’origami nella vita quotidiana :

Gli airbag installati all’interno delle automobili derivano da un’applicazione origami (piegare nel minimo spazio, una data superficie, in modo che si espanda con il minimo sforzo, alla massima velocità).

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Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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