Ansia e stress: perchè ne diventiamo vittime?

Secolo ventuno.

Un millennio iniziato osservando il passato, e non il futuro.

Quel passato che ci sembra sempre più roseo, e quel futuro che scrittori, registi, poeti, e persino tra le chiacchiere da bar è visto totalmente nero e oscuro.

Ci sentiamo sfortunati, o condannati, e sempre più soli ed isolati con l’avvento delle nuove tecnologie denominate “smart”.

Ma è davvero così critica la situazione? Questo è davvero uno dei periodi più brutti per vivere?

Psicologicamente parlando, di certo le cose non vanno a gonfie vele.

I giovani si sentono totalmente smarriti, senza guide spirituali nè sociali, e spesso si abbandonano all’insaziabile fame del capitale e del consumo, che li divora, li altera, e li trasforma in consumatori senza scrupoli, prosciugando il patrimonio dei genitori per delle tecnologie che diventano ogni anno che passa, sempre più inaccessibili persino alla classe “media”.

Quegli stessi giovani, che sembrano così sicuri di sè là fuori, con quei vestiti colorati e le mille cose da dire, in realtà non sono altro che lo specchio di noi stessi.

Cerchiamo gli arcobaleni, ma nel frattempo non ci accorgiamo che il temporale sopra di noi non è ancora finito.

Cerchiamo l’esaltazione, l’estremo, e siamo alla costante ricerca di un sentimento che riesca a colmare quei vuoti che non abbiamo avuto il coraggio di affrontare.

Una montagna di cose non dette e di rabbia che giace silente nel nostro stomaco, che si riversa ed implode come una delle peggiori bombe nucleari: benvenuti nel mondo degli attacchi di panico.

Uscire da quella sensazione soffocante è quasi straziante, e molto spesso ci ritroviamo vittime della nostra stessa mente. Perchè?

Perchè ci abituano sin dall’infanzia, a raggiungere obiettivi che non sentiamo idonei per noi, o che non vogliamo fare.

Ed ecco che entriamo all’interno di un circolo di doveri che ci soffocano per quasi tutta la vita; quella società che ci limita sin da piccoli, rivelandoci la difficoltà nel realizzare le nostre passioni, a causa di un sistemansiache campa di profitti, senza badare alla vera essenza dell’essere umano: la libertà d’espressione, in tutte le sue forme.

Siamo artisti con le ali di vetro, tutti noi, e purtroppo quelle ali tante volte ci vengono tarpate.

Ci viene imposto come essere, cosa dire, cosa fare, ma nel frattempo ci guardiamo attorno, e ahimè, i buoni esempi da seguire sono sempre meno.

Ecco che trascorriamo la nostra vita a fare ciò che non ci piace, e pertanto perdiamo la voglia di gestire tutti quei compiti snervanti che ci vengono affidati…benvenuto stress.

Lo stress non è altro che l’incapacità di gestire delle cose che dopotutto, ci siamo scelti noi.

Come dici? Non l’hai scelto? E che mi dici di quella macchina sportiva, di quel telefono di ultima generazione, di quella casa con un grandissimo giardino, di quel lavoro a 50km da casa che dopotutto paga bene, che adesso realizzi non riuscire più a mantenere, o a non voler più mantenere?

Lo stress ce lo creiamo, riempiendoci di responsabilità e oggetti inutili, di cui abbiamo deciso di riempirci la vita.

Questo perchè siamo abituati ed indottrinati ad avere sempre di più, e non di meno.

Scambiamo la crescita con il progresso, e ci affossiamo all’interno dei nostri stessi incubi.

Che cosa fare allora? Comincia a voltare lo sguardo da qualche altra parte.

Già, il mondo è fatto di miliardi di punti di vista, e ricordati che puoi ancora scegliere di cambiare strada, vita, percorsi.

L’unico ostacolo tra te e il cambiamento, è quella dannata paura di non farcela.

Eppure, se ci pensi, dopotuttto quello che hai passato…sarebbe il passo più semplice e meno faticoso, delle migliaia di altri problemi di cui ti riempi la vita e la testa ogni giorno.

Respira forte…guarda il cielo, e dimmi…non è bellissimo, anche quando piove?

Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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