Liggeri, il camminatore per solidarietà che sogna il Diritto costituzionale alla ricerca della felicità

“Mi chiamo Salvatore, sono nato il 2 Maggio del 1993. Principalmente cammino ma non sono un pellegrino, scrivo ma non sono uno scrittore. Sono un idealista. Ecco la parola che racchiude tutto ciò che faccio. Tutto è iniziato nel dicembre 2018 dal Cammino di Santiago; è iniziato semplicemente con una diretta attraverso una pagina Facebook che si chiama Il Cammino di Santiago da dove ho iniziato a raccontare questo pellegrinaggio. La stessa sera sono arrivati circa un centinaio di messaggi. In questa diretta avevo parlato della felicità, della bellezza di condividere,  del fatto che utilizzare i social responsabilmente è una potenzialità per il progresso. Oggi si condivide tanta cattiveria, tanto razzismo, tante cose brutte; e invece attraverso la condivisione di esperienze di felicità si può fare tanto anche attraverso i social. Quella sera ho ricevuto messaggi di persone che avevano veramente grossi problemi nella loro vita e hanno avuto il coraggio di condividerli con me. Da allora mi sono sentito quasi in dovere di continuare a fare quelle dirette, di continuare a raccontarmi e a raccontare, di mostrare quale era il mio punto di vista sul mondo in quel momento. Sono arrivato a Santiago che ero una persona distrutta: sono diventato papà a 23 anni, ho una figlia di 4 anni che vive in Polonia e che mi viene letteralmente impedito di vedere. Ho affrontato nei due anni antecedenti al cammino un periodo struggente, perché lavoravo in Svizzera ed ero solo, stavo attraversando un periodo credo depressivo e non sapevo più dove sbattere la testa, non sapevo più come comportarmi. Poi è arrivato Santiago alle mie orecchie. Per me Santiago rappresentava il perdere tutto per ritrovare tutto e così è stato, perché ho iniziato il mio cammino il 27 novembre 2018 e da allora è successa una magia che non mi sarei mai aspettato. È nato questo ideale di condivisione della felicità, ne è nata una community, che oggi conta migliaia di persone, che condividono le mie storie attraverso le pagine social. Questa comunity dal virtuale è passata al reale perché poi ci siamo incontrati varie volte durante l’anno – La prima è stata a Carrara dall’ 1 al 3 febbraio allo speciale eventi Vita all’aria aperta, dove ero ospite per testimoniare il mio cammino. Successivamente a maggio quando ho pubblicato il libro Salvo a Santiago; il titolo è un gioco di parole fra il mio nome, che ha l’abbreviativo di Salvo, e il fatto che sono arrivato salvo a Santiago. A Torino erano presenti veramente tante persone; poi abbiamo organizzato un’escursione sul Sentiero degli Dei e anche lì eravamo una decina di persone, e siamo stati insieme condividendo esperienze e sensazioni. La cosa bella è che questa community è sparsa in tutta Italia e sono nate molte amicizie. Crediamo tutti in questo ideale di condivisione perché quando si condivide si progredisce in qualche modo, e la condivisione è molto importante. Spesso le persone ferite tendono a chiudersi, a isolarsi e questo crea sfiducia nel mondo e nelle persone; invece condividendo si crea speranza, si solidifica, diventa reale. Comunque insieme possiamo fare tanto, possiamo fare la differenza. Una dimostrazione di questo è avvenuta al Salone del Libro perché tutto il ricavato del 10 Maggio è stato totalmente devoluto alla Dynamo Camp. Da lì è nata una collaborazione e ho aperto una campagna per loro che si chiama In cammino per Dynamo, con la quale ho stenuto e raccolto fondi. La cosa meravigliosa è stata che, seppur non sia facile raccogliere fondi, ma con tanta partecipazione tutto è possibile, da quando è partita la campagna abbiamo raccolto soltanto dalla campagna Social più di €300. Inoltre c’è stato l’avvicinamento del Comune di San Miniato che ha deciso di organizzare un aperitivo solidale, e tutto il ricavato è stato devoluto alla Dynamo Camp. Questo dimostra il fatto che nelle piccole cose si possono fare grandi differenze e lo sto vivendo sulla mia pelle; se si vuole, con perseveranza, con la voglia veramente di cambiare le cose, e anche con integrità morale, si riesce. Per questo sono ancora più determinato a continuare questo cammino e i prossimi cammini, cercando di tramandare questo ideale”.

Pubblicato da Salvatore Liggeri

29 anni, scrittore, viaggiatore perenne. Amo i boschi, le montagne e la libertà.

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